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Thomas Vitillo

Thomas Vitillo: «Il vero senso del mio lavoro? Migliorare la città in cui vivo»

di Riccardo Pallotta
Il lavoro dell’agente immobiliare evolve: oggi serve interpretare il contesto urbanistico, conoscere i bonus, accompagnare clienti in operazioni complesse e contribuire alla riqualificazione del territorio con scelte consapevoli.


È una figura professionale che assume un ruolo sempre più multidisciplinare. Dal racconto di Thomas Vitillo, agente immobiliare di Rimini, emerge l’importanza della preparazione, dell’analisi tecnica e della capacità di costruire soluzioni su misura, anche in zone urbane sensibili o da riconvertire.

Com’è iniziato il suo percorso professionale come agente immobiliare?

Tutto è cominciato quasi per caso: ho risposto a un annuncio di lavoro, spinto più dalla curiosità che da una reale aspettativa. Pensavo fosse necessario possedere titoli universitari o esperienze specifiche, ma ho scoperto che il settore è molto più accessibile di quanto si creda, pur restando regolamentato. Per esercitare la professione di agente immobiliare, infatti, è obbligatorio frequentare un corso abilitante, acquisire una preparazione solida e sostenere un esame ufficiale presso la Camera di Commercio. Ricordo con affetto un episodio legato a mia madre: inizialmente era un po’ scettica, come spesso accade quando si parla di questa professione, talvolta percepita dall’esterno in modo semplicistico. Ma col tempo, vedendo la passione e la dedizione che metto ogni giorno nel mio lavoro, è diventata la mia prima sostenitrice.

Negli ultimi anni, quali cambiamenti ha osservato nel modo in cui si strutturano e si concludono le operazioni immobiliari?

Ogni territorio ha le sue dinamiche, e nel mio caso parlo soprattutto della zona di Rimini, dove opero quotidianamente. Qui il mercato è da sempre molto vivace, con una forte attrattiva nei confronti di clienti provenienti da fuori regione, spesso interessati a investimenti o all’acquisto di seconde case. Negli ultimi anni, tuttavia, la domanda ha iniziato a superare di gran lunga l’offerta, e questo ha cambiato profondamente il nostro modo di lavorare. Oggi non basta più “vendere case”: bisogna saperle leggere all’interno del giusto contesto, ascoltare attentamente le reali esigenze del cliente e offrire soluzioni il più possibile personalizzate. L’approccio deve essere quasi chirurgico: non c’è spazio per l’improvvisazione. La vera differenza la fa la capacità di interpretare i bisogni, costruire relazioni di fiducia e accompagnare ogni scelta con chiarezza e competenza.

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Photo: iStock / Dzmitrock87

Qual è il valore aggiunto che un agente immobiliare può offrire in operazioni complesse come quelle legate alla rigenerazione urbana o alla compravendita di immobili ristrutturati?

In operazioni di questo tipo, il ruolo dell’agente immobiliare va ben oltre la semplice mediazione: serve visione, competenza tecnica e una profonda conoscenza del territorio. Non basta individuare un acquirente, bisogna saper leggere il contesto urbanistico, accompagnare il cliente nella comprensione dei bonus disponibili, delle normative vigenti, delle potenzialità dell’immobile, e coordinarsi con tecnici, notai e imprese per portare a termine l’operazione in modo sicuro ed efficace. Il vero valore aggiunto sta nella capacità di costruire fiducia e semplificare un processo che, all’apparenza, può sembrare complesso o rischioso. Ma per me c’è anche un altro aspetto, forse ancora più importante: contribuire, nel mio piccolo, a migliorare la città in cui vivo. Quando un edificio viene riqualificato, quando un quartiere riprende vita grazie a un progetto ben fatto, sento di aver dato un senso concreto al mio lavoro. Ed è un motivo di grande orgoglio.

C’è un’operazione professionale che ricorda con particolare soddisfazione, per la sua complessità o per l’impatto generato?

Ogni trattativa porta con sé un forte senso di responsabilità: accompagnare qualcuno verso una nuova casa è sempre un momento delicato e ricco di significato. La soddisfazione più grande arriva ogni volta che, davanti al notaio, vedo la serenità e la fiducia negli occhi delle persone che ho seguito. Tra le operazioni più recenti, però, ce n’è una che mi sta particolarmente a cuore: un intervento edilizio nella zona di Rimini, vicino allo stadio e al centro storico. Un’iniziativa che abbiamo seguito fin dalle prime fasi, dialogando con l’impresa costruttrice per dare forma a un piccolo angolo residenziale immerso nella tranquillità, quasi un’oasi a pochi passi dal cuore della città. È stata un’operazione complessa, sia per le sue caratteristiche tecniche sia per la delicatezza dell’area, ma a poco a poco sta prendendo forma. I primi riscontri positivi, anche da parte del vicinato, ci confermano che la direzione è quella giusta. Ed è proprio questo, per me, il vero senso del lavoro: contribuire a creare qualcosa di bello e utile, capace di migliorare il tessuto urbano e la qualità della vita delle persone.

 

Riccardo Pallotta

Photo cover: iStock / Dzmitrock87

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