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L’Umbria rilancia il turismo lento e sostenibile con “Cammini Aperti 2025”

di Federica Biffi
La Regione Umbria investe in turismo lento, sostenibile e spirituale con il progetto “Cammini Aperti 2025”, per valorizzare borghi, territori e l’identità francescana. Un percorso che connette natura, introspezione e rigenerazione urbana.

 

Si intraprende un cammino per tanti motivi: per fede, per curiosità o per ritrovare sé stessi attraversando paesaggi autentici. Chi vive questa esperienza, anche solo per pochi giorni, spesso racconta di essere cambiato o cambiata profondamente. È forse per questo che sempre più persone scelgono di camminare almeno una volta nella vita (e molte tornano a farlo).

Per rappresentare e promuovere proprio questo bisogno di autenticità, introspezione e contatto con la natura, l’Umbria ha rilanciato la propria identità culturale e turistica puntando su cammini e turismo lento. Alla Bit 2025, la Borsa Internazionale del Turismo, la Regione si è presentata con il brand “Umbria cuore verde d’Italia” e con una visione ampia, radicata nella sostenibilità, nella rigenerazione dei borghi e nella valorizzazione dei territori.

Che cos’è il turismo lento

Un impegno che nel 2025 acquista un significato ancora più profondo grazie all’anniversario degli 800 anni del “Cantico delle Creature” di San Francesco d’Assisi, una delle opere più alte della spiritualità francescana e della tradizione umbra. Questo evento diventa l’occasione per rinnovare l’invito a mettersi in cammino lungo i sentieri dell’Umbria, attraversando paesaggi incontaminati, borghi medievali e luoghi ricchi di storia e spiritualità.

 

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Il turismo lento, sempre più richiesto dal pubblico internazionale, si sposa perfettamente con l’identità umbra, fatta di autenticità, tranquillità e rispetto per l’ambiente. Il turismo lento è infatti un modo di viaggiare che privilegia il tempo e la qualità dell’esperienza, invitando a scoprire i luoghi con calma e rispetto. Camminare o pedalare tra paesaggi naturali e borghi storici permette di vivere appieno la cultura e l’autenticità del territorio, lontano dalla frenesia del turismo di massa. I cammini proposti dalla Regione non sono solo itinerari fisici, ma veri e propri percorsi di crescita personale e spirituale, capaci di raccontare storie antiche e di offrire momenti di riflessione e rigenerazione.

Il Giubileo dei cammini

Tra le iniziative principali, spicca il progetto “Cammini Aperti 2025 – Edizione speciale Giubileo”, un percorso diffuso che celebra non solo l’evento giubilare, ma anche l’eredità spirituale e culturale francescana. Attraverso sentieri che si snodano tra natura, storia e spiritualità, il progetto intende connettere i viaggiatori con l’identità profonda dell’Umbria, promuovendo un turismo consapevole e rigenerativo. In particolare, il 10 e 11 maggio 2025 è stato un weekend con 27 escursioni gratuite distribuite in cinque regioni italiane: Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria, di cui l’Umbria è capofila. I percorsi si sono sviluppati lungo tre cammini spirituali di rilievo: le Vie e Cammini di San Francesco, le Vie e Cammini Lauretani e il Cammino di San Benedetto.

 

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Sostenibilità, accessibilità e spiritualità sono stati i valori cardine dell’evento. I cammini diventano così il filo conduttore di una narrazione che unisce pellegrinaggio, esplorazione e valorizzazione del patrimonio locale, contribuendo alla rigenerazione urbana. Un modo per contrastare fenomeni come lo spopolamento e la desertificazione dei piccoli borghi, tema oggi centrale nella strategia regionale. Con “Cammini Aperti 2025”, l’Umbria si conferma dunque come una destinazione di eccellenza per chi desidera viaggiare con calma, immergendosi nelle atmosfere suggestive di una terra ricca di arte e natura.

 

Federica Biffi

Photo cover: Pexels / Duc Tinh Ngo

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